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Il 18 dicembre 1932, il giorno dell'inaugurazione di Littoria, il Governo annuncia la prossima costruzione di Sabaudia. Il nome è in onore di casa Savoia. La data dell'inaugurazione del centro urbano, che avrà 20.000 abitanti di cui 5.000 nel centro stesso, è il 21 aprile 1934; in realtà avverrà con un anticipo, il 15 dello stesso mese, alla presenza del re Vittorio Emanuele III. Il nuovo "centro comunale agricolo" farà parte del sistema già sperimentato e messo in atto dalla "bonifica integrale" che vede il territorio appoderato avere come riferimento i borghi, con la sede dell'Azienda agricola dell'Opera nazionale combattenti, e a loro volta questi riferirsi ad un centro in cui si trovano le sedi delle istituzioni e i servizi. La scelta del sito sembra basarsi esclusivamente sulla presenza di forti elementi territoriali: il mare, il monte Circeo, il lago. Il parco, circa cinquemila ettari che vengono lasciati a bosco a memoria del paesaggio originario, è istituito nel gennaio 1934, tre mesi prima della inaugurazione della città. Contrariamente a Littoria il cui piano era stato affidato all'architetto Frezzotti, per Sabaudia viene bandito dall'Opera nazionale per i combattenti un concorso nazionale; la commissione è composta dagli ingegneri dell'Opera, dai professori Giovannoni e Fasolo e dall'architetto Libera. Vengono scelti tre progetti che partecipano al secondo grado. Vince il progetto degli architetti Gino Cancellotti, Eugenio Montuori, Luigi Piccinato e Alfredo Scalpelli; si distinguono i progetti di Frezzotti e di Vicario. I vincitori del concorso hanno l'incarico di esecuzione del piano e della progettazione di tutti gli edifici che costituiscono il nucleo centrale di Sabaudia, tranne l'edificio postale opera alla quale provvede direttamente il Ministero delle Comunicazioni affidando il progetto all'architetto Angiolo Mazzoni. Vicario progetta l'Opera aziendale, l'ospedale e il cimitero, Frezzotti la scuola, il serbatoio e il campo sportivo che non viene realizzato. Secondo il piano regolatore la torre civica è collocata in asse con il prolungamento di una strada di bonifica esistente che, venendo dalla valle dell'Amaseno, interseca l'Appia ad angolo retto. Il nuovo tratto,dopo avere attraversato la macchia di Terracina e superato il dosso della duna quaternaria, serve il nucleo urbano con funzione di "cardo". Prima di raggiungere l'abitato interseca una strada periferica di transito che si collega, con i suoi due rami, con la strada di Terracina e con quella di litorale; nel raggiungere la piazza del Municipio, che deve essere libera dal traffico in caso di adunate, prosegue con un sistema a baionetta sovrapassando il lago su un ponte per raggiungere il mare. Il ponte, previsto nel piano del 1933, viene costruito nel 1962 su progetto di Riccardo Morandi. Il centro è formato da un sistema di strade e spazi collettivi in cui gli edifici pubblici hanno un ruolo fondamentale. La torre civica con l'arengo, visibile da molto lontano, domina la piazza del Municipio e la pone in relazione con un secondo spazio che si apre verso il monte Circeo e che forma con il primo un sistema a forma di L. Il complesso della Chiesa costituisce un organismo autonomo e resta appartato. Nel centro sono collocati tutti gli edifici sede di istituzioni, le poste e il mercato coperto; l'ospedale e il mattatoio sono in zone decentrate. L'edilizia residenziale, che prevede tre tipi, nella zona centrale ha prevalentemente carattere estensivo costituito da case in linea con funzione di quinta con negozi al piano terra.

La scheda è stata redatta da Paola De Paolis
 
COMUNE
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Arch.: Gino Cancelotti, Eugenio Montuori, Luigi Piccinato, Alfredo Scalpelli, 1933

La torre civica è in asse, e ne è la conclusione, con il "cardo" del sistema viario. L'altezza è di 42 metri. Decentrata ed isolata rispetto al palazzo comunale ad esso si collega al piano dell'arengo con una balconata che prosegue verso piazza Circe, dove forma la copertura di un porticato aperto verso il monte Circeo, interessando così l'intero sistema ad L delle due piazze. Il palazzo ha sul fronte principale un ampio ingresso che porta ad una corte aperta sul verde. Sopra il portale d'ingresso è collocato un bassorilievo in travertino che rappresenta "L'Angelo in marcia " degli scultori F. Nagni e A. Vecchi. L'isolato dell'albergo e quello del cinema, di poco aperto rispetto alla direzione dell'asse, delimitano la piazza ai lati del palazzo comunale; di fronte la chiude il prolungamento del portico delle abitazioni dell'isolato del cinema, sfondato e senza sopraelevazione.

 
TORRE CIVICA
 
COMUNE
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Arch.: Gino Cancelotti, Eugenio Montuori, Luigi Piccinato, Alfredo Scalpelli, 1933-1934

Il complesso entra in rapporto con gli altri edifici pubblici ma è progettato per costituire un elemento a sé, discosto dal centro civico e chiuso verso Corso Vittorio Emanuele III. La chiesa è in veduta assiale dalla piazza del Comune; il campanile è in asse con un viale che porta al lago.
L'edificio è ad unica navata, con tre cappelle per lato; a sinistra si trova la "cappella reale", fatta costruire dalla regina Margherita nel 1901, donata dalla regina Elena e restaurata nel 1985. Un passaggio unisce la tribuna alla torre campanaria alta 46 metri. Sul lato opposto si sviluppano il fabbricato della canonica, la casa delle monache e l'asilo. La canonica si affaccia posteriormente sul chiostro. La facciata della chiesa è decorata da un mosaico, opera di F. Ferrazzi, che rappresenta la scena dell'annunciazione ed è rivestita, come il campanile ed il battistero, in lastre di travertino con elementi orizzontali di colore più scuro. I fianchi e la tribuna della chiesa sono in mattoni rossi, il resto in intonaco.

 
TORRE CIVICA
 
COMUNE
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Arch.: Gino Cancelotti, Eugenio Montuori, Luigi Piccinato, Alfredo Scalpelli, 1933

L'edificio delle Associazioni Combattentistiche riporta sulla facciata principale il Bollettino della vittoria proclamato dal Maggior Generale A.Diaz il 4 Novembre 1918, giorno in cui gli fu conferito dal Re Vittorio Emanuele III il collare dell'Ordine supremo della SS.Annunziata, cui è dedicata la chiesa parrocchiale.

La scheda dell' edificio è stata redatta dalla Dott. Daniela Carfagna

 
TORRE CIVICA
 
COMUNE
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Arch.: Gino Cancelotti, Eugenio Montuori, Luigi Piccinato, Alfredo Scalpelli, 1933

La Caserma dei Reali Carabinieri si trova sul Corso Vittorio Emanuele III. Di fronte ad essa uno degli edifici più importanti dell'arte moderna: il Palazzo delle Poste di Mazzoni, rivestito dei colori di Casa Savoia grazie alle tessere azzurre e ai mattoni rossi. L'edificio è oggetto dello studio di studenti provenienti dalle Università di tutto il mondo. .

 
TORRE CIVICA
 
COMUNE
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Arch.: Angiolo Mazzoni, 1933-1934

L'edificio delle poste è l'unico non progettato dai vincitori del concorso per il piano regolatore o dai progettisti ammessi al secondo grado. E' collocato sulla via Vittorio Emanuele III, il "decumano" di Sabaudia, fra i "villini" e la residenza di tipo estensivo che in prossimità dell'edificio delle poste si ritrae dalla strada dando a questo la possibilità di creare un effetto di chiusura parziale. Sul Corso Vittorio Emanuele III l'edificio ha al piano terra la sala per il pubblico posta sopra alcuni gradini, sul retro uffici e servizi. Sempre sul retro una scala porta ad una parziale sopraelevazione. La sala per il pubblico è caratterizzata all'esterno da una zoccolatura, rivestita in tessere "azzurro Savoia", e da vetrate continue con un doppio telaio che portavano una zanzariera in metallo. In copertura un aggetto corona la costruzione. La balaustra della scala e le cornici di porte e finestre, quelle del primo piano hanno forma arcuata, sono in marmo rosso.

 
TORRE CIVICA
 
COMUNE
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Arch.: Gino Cancelotti, Eugenio Montuori, Luigi Piccinato, Alfredo Scalpelli, 1933

L'edificio è parte integrante di un isolato che ha più funzioni ma da questo si distacca volumetricamente per mettersi in relazione con il palazzo comunale e con la veduta assiale che offre la chiesa. L' isolato comprende anche il cinema e abitazioni. La torre, rivestita in cortina di mattoni, è posta sopra una scalinata che portava all'ingresso degli uffici sindacali; collocata d'angolo e arretrata entra in relazione con l'edificio delle ex Associazioni combattentistiche sulla cui facciata è riportato il "bollettino della vittoria" proclamato dal generale Diaz il 4 novembre 1918, giorno in cui gli fu conferito dal re Vittorio Emanuele III il collare dell'ordine della SS. Annunziata cui è dedicata la chiesa parrocchiale. L'edificio ospitava gli Uffici sindacali, locali dell'Opera nazionale dopolavoro, la Casa del fascio, la biblioteca, una sala da gioco, sala da biliardo e servizi.

 
TORRE CIVICA
 
COMUNE
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Arch.: Gino Cancelotti, Eugenio Montuori, Luigi Piccinato, Alfredo Scalpelli, 1933

L'isolato si caratterizza per la progettazione unitaria pur essendo costituito da due edifici con diversa destinazione d'uso: albergo e residenze. Il progetto prevede che resti aperto il lato verso il mercato coperto mentre quello sulla piazza del Municipio, parzialmente occupato da ambedue gli edifici, è connotato da un portico su cui si aprono negozi. L'albergo chiude l'isolato verso la Piazza Circe, ex piazza della Rivoluzione, dove si trova il ristorante in posizione panoramica mentre le
residenze contribuiscono a creare la quinta su Corso Vittorio Emanuele III insieme con le altre unità abitative in linea. Il fabbricato per abitazioni è costituito da quattro unità, due su ogni lato, ognuna con una scala che serve due alloggi per piano; nei documenti d'archivio è denominato "casa vicino all'albergo" e quindi già nel progetto si presenta anomalo rispetto agli altri tipi edilizi ad uso residenziale previsti dal piano regolatore.

 
TORRE CIVICA
 
COMUNE
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Arch.: Gino Cancelotti, Eugenio Montuori, Luigi Piccinato, Alfredo Scalpelli, 1933

La piazza del Mercato, oggi Piazza S. Barbara, è situata in posizione centrale ma resta marginale alle vie principali e questo contribuisce a dare allo spazio la caratteristica di luogo appartato. L'accesso avviene da vie secondarie e da un passaggio che l'edificio residenziale verso il Corso Vittorio Emanuele III ha nella sua parte centrale. Il mercato coperto, demolito, consisteva in una grande copertura in cemento armato sorretta da pilastri e da un piano sotterraneo che ospitava frigoriferi e servizi. Gli edifici residenziali di tipo estensivo che chiudono i lati della piazza hanno al piano terra negozi e accessi ai vani scala che servono gli alloggi al primo piano. Nel dopoguerra il lato verso la corte dell'albergo venne chiuso da un piccolo fabbricato. Sullo spazio verde che si trova sul lato opposto per molto tempo restò collocato il brigantino "nave scuola" del Collegio marinaro Caracciolo.

 
TORRE CIVICA
 
COMUNE
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Arch.: Gino Cancelotti, Eugenio Montuori, Luigi Piccinato, Alfredo Scalpelli, 1933-1935

L'edificio, che attualmente ospita la sede della Scuola centrale remiera della Marina militare, è composto da due corpi di fabbrica collegati tra loro da un ingresso d'onore, oggi tamponato. Il corpo di un solo piano è sopraelevato di alcuni gradini ed è stato progettato per ospitare gli uffici del comando, una sala d'aspetto, la fureria e la sala convegno. Il corpo di tre piani, in asse con la chiesa, conclude la vista dalla ex piazza della Rivoluzione e comprendeva la mensa per militi e sottufficiali, camere di punizione e sicurezza, le camerate per militi e sottufficiali, armerie e servizi. Il corpo di fabbrica più alto che verso il cortile ha tre ballatoi sovrapposti, è rivestito di mattoni posti a cortina, l'altro è intonacato. Il portale d'ingresso è in peperino e travertino.

 
TORRE CIVICA
 
COMUNE
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Arch: Oriolo Frezzotti, 1933-1935

I due edifici sono progettati in un'area indicata nel piano regolatore come parte del sistema "giardini e parchi". Oggi, dopo la ristrutturazione e l'ampliamento della scuola, avvenuti nel 1987, l'isolato appare chiuso. Il complesso attualmente ospita il Corpo forestale dello Stato. Il progetto originario della scuola, che si attesta sul Corso Vittorio Emanuele III, il "decumano", prevede un edificio a due piani organizzato secondo due assi: secondo il primo si trova l'atrio che è preceduto da un portico, il corpo scala che è caratterizzato all'esterno dal trattamento del rivestimento in mattoni, e il refettorio; secondo l'altro asse, più lungo, si sviluppano gli ambienti delle aule. L'edificio dell'Opera nazionale balilla chiude l'isolato sul viale Regina Elena. Sul viale si attesta la biblioteca, che fa parte di un primo corpo di fabbrica. La palestra si trova in un altro corpo parallelo che, arretrandosi, lascia spazio ad un giardino. Un passaggio porticato è nella parte centrale di un terzo corpo di fabbrica che collega i primi due.

 
TORRE CIVICA
 
COMUNE
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Arch: Oriolo Frezzotti, 1933-1935

I due edifici sono progettati in un'area indicata nel piano regolatore come parte del sistema "giardini e parchi". Oggi, dopo la ristrutturazione e l'ampliamento della scuola, avvenuti nel 1987, l'isolato appare chiuso. Il complesso attualmente ospita il Corpo forestale dello Stato. Il progetto originario della scuola, che si attesta sul Corso Vittorio Emanuele III, il "decumano", prevede un edificio a due piani organizzato secondo due assi: secondo il primo si trova l'atrio che è preceduto da un portico, il corpo scala che è caratterizzato all'esterno dal trattamento del rivestimento in mattoni, e il refettorio; secondo l'altro asse, più lungo, si sviluppano gli ambienti delle aule. L'edificio dell'Opera nazionale balilla chiude l'isolato sul viale Regina Elena. Sul viale si attesta la biblioteca, che fa parte di un primo corpo di fabbrica. La palestra si trova in un altro corpo parallelo che, arretrandosi, lascia spazio ad un giardino. Un passaggio porticato è nella parte centrale di un terzo corpo di fabbrica che collega i primi due.

 
TORRE CIVICA
 
COMUNE
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Arch.: Gino Cancelotti, Eugenio Montuori, Luigi Piccinato, Alfredo Scalpelli, 1933

 


Le foto sono della struttura sono tratte dal libro
Quando la cronaca diventa storia di Claudio Galeazzi

TORRE CIVICA
 
Le schede degli edifici sono state redatte da Paola De Paolis - C A S A D E L L’ A R C H I T E T T U R A - I s t i t u t o d i C u l t u r a U r b a n a

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